domenica 5 settembre 2010
 
Maestro è colui che crea le condizioni
di un'esperienza attraverso la quale
la conoscenza potrà essere "vissuta" 
nella sua totalità.

   
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Le Vie Del Suono 2009

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STEFANO BATTAGLIA THEATRUM TRIO Vai al dettaglio...

Gli eccezionali risultati ottenuti negli ultimi anni da Stefano Battaglia con la formula del trio sono il naturale concretizzarsi di un percorso che si è sviluppato attraverso più di otto anni di lavoro. Dotato di lucidità tecnica superiore, ha cercato e stabilito con la ritmica un contatto speciale in cui da un lato si avverte l'incredibile plasticità e flessibilità musicale senza confini stilistici, dall'altra la pregnanza e lo spessore delle singole individualità che si illuminano vicendevolmente. Battaglia ha realizzato in questi anni, grazie a coraggiose e precise scelte estetiche, un corpus musicale che risulta ormai, nel mondo della musica improvvisata e al di là di qualsiasi limite di territorio e linguaggio, fra i più intensi dell'ultimo decennio. Appartenendo alla generazione dei trentenni ha inevitabilmente, si potrebbe dire geneticamente, dovuto scegliere come fonte d'ispirazione tra i grandi maestri del jazz americano degli anni '60 e '70, come McCoy Tyner, Herbie Hancock, Chick Corea e Keith Jarrett. Istintivamente si é trovato più affine a quest'ultimo, che appunto si differenzia dagli altri tre per un più profondo scavo introspettivo, disinteressato all'effettismo. Per questo è considerato da qualcuno, troppo semplicisticamente, un suo continuatore; ma un'analisi appena un poco più attenta può facilmente confutare questa impressione. L'introspezione e la profondità espressiva non privano la musica di Battaglia di comunicativa. Il nucleo generatore del suo linguaggio è strettamente collegato alla melodia, spesso associato ad altri parametri in un complesso gioco d'intarsi. Così, Battaglia e i suoi compagni possono trascorrere attraverso le varie stagioni della tradizione jazzistica traendo da ciascuna, senza che questo comporti una identificazione totale, ciò che loro interessa maggiormente: la vitalità ritmica del bop, le finezze armoniche tipiche della immaginaria "linea bianca" pianistica LennieTristano-Bill Evans-Paul Bley (per sua stessa ammissione tre grandi modelli per Battaglia), o ancora le ricerche timbriche della stagione del free e delle avanguardie europee. segue...


CARLO A. CANEVALI & HIS CONDITION 3 Vai al dettaglio...
Conduction è un termine esplicativo di un modo di dirigere organici di ampie dimensioni, nel quale la gestualità ricopre un ruolo determinante, in grado di alimentare una musica che non è mai uguale a se stessa e Conduction 3 è ricerca della sostanza e della forma espressiva attraverso la manipolazione di materiale scritto e l’improvvisazione totale, intesa come composizione estemporanea. Questo termine è usato con intenzione, perché anche quando il trio improvvisa liberamente, si evidenziano molteplici punti di riferimento strutturale in grado di dare forma precisa al brano. Non si tratta di abbandono sconsiderato ma di interazione consapevole, frutto anche di una sapiente gestualità.